Recensione: Evermore

di Alyson Nöel


Editore: Fanucci
Anno di pubblicazione: 2009
Pagine: 331

Capitoli: 38


Trama

Da quando tutta la sua famiglia è stata spazzata via da un terribile incidente, Ever riesce a vedere l’aura delle persone, ma anche a sentirne i pensieri, e conoscere la storia della vita di chi sfiora. Il peso di questo dono è tale che decide di evitare per sempre qualsiasi contatto con gli altri esseri umani, ma il suo strano e inspiegabile comportamento fa sì che nella sua nuova scuola tutti la indichino come una specie di mostro; ma tutto cambia di colpo il giorno in cui conosce Damen Auguste, un ragazzo bellissimo, dal fascino esotico e ricco. Ma, soprattutto, è l’unica persona in grado di ridurre al silenzio le voci e l’energia che vorticano nella mente di Ever, con un tocco magico talmente intenso da sembrare in grado di arrivare direttamente alla sua anima. E mentre Ever si immerge sempre più in questo seducente mondo fatto di magia e misteri, nuove domande la assillano: chi è, o cosa è veramente Damen? L’unica certezza è che si sta perdutamente innamorando di lui…


Recensione

Evermore è il 1º romanzo di una serie di 6 libri.

Ever, la nostra protagonista, è un po’ la classica ragazza che sta sulle sue, a cui piace stare in disparte e ha pochi amici, la musica nelle orecchie e un’attinenza alla moda che… meglio lasciare perdere.

La reputazione che si è costruita serve a qualcosa, però.

Ever, dopo la morte dei genitori e della sorellina, è entrata in possesso di facoltà extrasensoriali: vede degli aloni intorno alle persone che cambiano colore col loro umore, legge i pensieri e può vedere i morti. Che felicità.

Vede questi morti come se fossero persone normali, ma senza aloni… beh, si può solo immaginare quanto possa rimanere di stucco quando il nuovo arrivato, Damen, parla con tutti ma non ha nessun’aura colorata intorno.

Nonostante un primo iniziale interessamento verso di lei, sembra divertirsi a fare il piacione un po’ con tutte per poi ritornare sui suoi passi. Divertente, no?

Il solito cascamorto infrangi cuori… simpatico.

Insomma, alla fine Ever è quella che si preferisce un po’ di più.

Con i suoi problemi e le continue visite della sorella morta tenerle compagnia, dimostra di essere una tipa abbastanza sveglia che cerca di trovare in qualsiasi modo un significato alla sua vita.

La trama e la successione degli eventi ha molto di Twilight, questo lo pensa un po’ chiunque abbia letto entrambe le saghe.

Però come primo libro di una serie non è malaccio; qua non troviamo neanche un vampiro, ma bensì degli esseri immortali che, se anche non sono poi così diversi dagli amati esseri notturni, danno comunque una piccola nota innovativa.

Non è un brutto libro, si legge anche in modo abbastanza scorrevole ed è una saga adolescenziale, ecco. Direi dai 14 anni in su.

Assegno 3,5 su 5 stelle

Spero che questo articolo vi sia piaciuto e vi aspetto alla prossima recensione.

da Ciao Libro

Pubblicato da Viky

Amo il cibo, i libri, gli animali e la maternità

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