di Apuleio
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2006
Pagine: 480
Capitoli: xxx
Trama
Lucio, protagonista e narratore, in Tessaglia per affari, abita a casa di Milone e di sua moglie Panfile, ritenuta una maga. Procuratosi un unguento magico che sapeva aver trasformato Panfile in uccello, Lucio si trasforma però in asino. Dei ladri saccheggiano la casa di Milone e caricano l’asino Lucio del bottino. Giunto poi alla caverna dei briganti, Lucio ascolta la favola di Amore e Psiche, narrata da una vecchia a una fanciulla rapita. Sconfitti i briganti dal fidanzato della ragazza, Lucio passa di padrone in padrone, subendo ogni tipo di tormento, finché non si addormenta sulla spiaggia di Cencree. In sogno gli appare la dea Iside che gli indica la strada per riprendere la forma umana.
Recensione
Questo è uno di quei libri a cui sono molto affezionata, un pezzo di cuore.
È un libro abbastanza vecchiotto, era una lettura affibbiata da qualche professore alle superiori; non di certo leggera. Eppure me ne sono innamorata.
In realtà nel romanzo vengono riportati più racconti, una sorta di “libro nel libro” e a volte potrebbe sembrare un po’ confusionario ma presa la mano è scorrevole e piacevole.
Lucio, un giovane greco, si ritrova in Tessaglia, che è una terra famosa di maghi, streghe e incantesimi. Una volta arrivato a Ipata, scopre che Panfila pratica la magia e quindi Lucio, colto da una grande curiosità, convince una serva a farlo assistere di nascosto durante la cerimonia di metamorfosi. Qua vede Panfila stessa trasformarsi in gufo, decide di spalmarsi il corpo con l’unguento magico, ma diventa un asino. Lucio, che rimane cosciente come essere umano, per tornare uomo dovrà mangiare dei fiori (rose).
Sto povero cristo di Lucio inizia ad essere protagonista di diverse avventure poco piacevoli e avvilenti. Cade nella disperazione più totale (e ha pure ragione!)
Alla fine della fiera la dea Iside, lo salva in cambio della sua devozione e, dopo essere finalmente tornato uomo, si fa iniziare ai misteri di Osiride.
Diciamo che, come molti racconti dell’epoca, è molto “trip” e può lasciare leggermente perplessi mentre si sfogliano le pagine del libro. Niente di insormontabile se ci si lascia prendere dalla lettura.
È un classico che consiglio di leggere almeno una volta (magari prima preso in biblioteca).
Darei un 4,5 su 5 stelle
Spero che questo articolo vi sia piaciuto e vi aspetto alla prossima recensione.
da Ciao Libro
