Intervista con Christian Canzi, autore de “La zona in nero – volume uno”


Sono nato nel 1974, e vivo da sempre a Brugherio, in Brianza, vicino a Milano. Sono laureato in Scienze e Tecnologie per l’Ambiente (Università di Milano-Bicocca) e mi occupo di sostenibilità ambientale da più di venticinque anni. Amo la natura, il trekking in montagna, lo sport (ho praticato pallacanestro e tae kwon do), la lettura (romanzi, fumetti, manga, saggi, etc.), la storia, la scienza, l’arte, il cinema, la musica e i viaggi. Amo anche coltivare la mia curiosità. E i rapporti con le persone a cui tengo [NdA troverete i suoi link a fine intervista]


Quando hai iniziato a scrivere?

Il primo “esperimento” è stato una ventina di anni fa, con un amico. Non riuscimmo a terminare l’opera, ma l’idea mi è rimasta.

Quando è sbocciata la tua passione per la lettura e quando hai pensato di diventare effettivamente autore?

La passione per la lettura ce l’ho da sempre. In casa sono sempre circolati tanti libri. Mi sono sempre chiesto che cosa volesse dire essere un autore. Ad un certo ho pensato di smettere di chiedermelo e di provarci.

Hai mai sperimentato il blocco dello scrittore? Se sì, come ne sei uscito?

Sì. Credo capiti un po’ a tutti la situazione in cui non ha si ha la minima idea di come andare avanti nella stesura. Io ho cercato di darmi la regola di scrivere qualcosa ogni giorno. È una forma di disciplina che aiuta a evitare il blocco. Quando mi capita di arrivare in un punto dove non ho idee, se non riesco ad andare avanti mi metto a scrivere un’altra parte del racconto, qualcosa che magari dovrà avvenire più avanti nelle linea temporale. Poi, quando le idee ritornano, riprendo il punto dove avevo lasciato il buco.

Come gestisci le recensioni negative sui tuoi libri?

In genere cerco di far tesoro delle critiche, per evitare di ripetere gli errori in futuro. Devo dire però che, fino a questo momento, non mi sono capitate recensioni particolarmente negative.

E di questo ne siamo super content*!

In generale, come costruisci i tuoi personaggi e la tua trama?

Mi ispiro a diverse cose. A quello che mi piace e a quello che non mi piace. A cose che ho visto, posti dove sono stato, film o serie che ho visto, libri o articoli che ho letto. Poi inizio a costruire uno schema, uno scheletro della trama e inserisco i personaggi e li modello. Poi vado avanti e trama e personaggi vengono affinati e
dettagliati.

Entriamo più nello specifico, com’è nata l’idea de “La zona in nero”?

Come ti dicevo, è nata da diverse fonti di ispirazione. La prima idea in realtà mi è venuta da una cosa che poi è risultata avere poco o niente a che fare con il romanzo. Diversi anni fa vidi una scena di un brutto film che in tv. Non ricordo né la trama né il titolo; mi pare solo che fosse australiano. Non voglio parlarne troppo per evitare qualsiasi spoiler, però era una cosa che si svolgeva in un laghetto. Mi venne in mente di scrivere qualcosa che avesse luogo nei pressi di un lago che c’è a Brugherio, il lago di Increa. E da lì sono partito con l’idea. Che poi è diventata molto diversa man mano che progettavo e scrivevo la trama.

Quanto tempo ci hai messo a scriverlo?

Dall’estate del 2014 alla primavera del 2022. Più o meno otto anni. Questo tempo comprende sia l’attività di scrittura che quella di ricerca. Tieni presente inoltre che, dal momento che quella di scrittore non è la mia attività principale, anche se scrivo tutti i giorni o quasi, lo faccio negli spazi liberi dal mio lavoro
principale. Il libro poi è venuto molto lungo, motivo per cui è stato necessario dividerlo in tre episodi.

Chi è il tuo personaggio preferito?

I componenti del gruppo di amici protagonisti della storia mi piacciono tutti. Se devo proprio scegliere, direi a parimerito Federico e Rebecca.

Io tifo anche per Martina 🙂

E quello che non ami molto?

Trovo abbastanza detestabile Tony Borsanova.

In effetti non è molto simpatico!

Come mai hai scelto questo genere per il tuo libro?

Ho scelto questo genere perché è fra quelli che preferisco leggere. Mi hanno sempre affascinato il mistero, le indagini. Poi trovo che il thriller, consenta di mettere in scena diversi
elementi, spesso contrastanti fra loro. Puoi raccontare brutture, fatti e personaggi esecrabili, a cui fanno da contraltare personaggi e valori positivi. Una storia thriller o horror spesso diventa allegoria o metafora di qualcos’altro.

Io adoro i thriller, uno dei motivi per cui apprezzo molto questo libro e non vedo l’ora di leggere il seguito!

A che pubblico è rivolto il tuo libro?

Credo che potenzialmente possa essere rivolto a tutti. Eccetto magari i bambini.

Pensi che possa trasmettere un messaggio o è “solo” una piacevole
lettura?

Ho cercato di scrivere una storia che avesse un messaggio. Che parlasse del mondo di oggi, dei suoi problemi, delle tante cose che non vanno, ma anche degli antidoti alle cose brutte. Ci sono valori come l’amicizia e la forza dei legami, la curiosità intellettuale, l’empatia, la capacità di pensare agli altri, che sono elementi fondamentali per contrastare le brutture.

Ci accenni qualcosa del seguito?

Nell’Episodio Due i cinque amici si trovano sempre più emotivamente coinvolti dall’indagine. Gli omicidi proseguono in
circostanze sempre più inspiegabili, qualcuno sui giornali inizia anche a parlare di una setta di pazzi dedita a qualche oscuro rituale occulto. Intanto la loro strada si incrocia con quella
dell’unico sopravvissuto a un attacco del killer, che da allora vive in una struttura psichiatrica, e con quella di un uomo misterioso, che sembra osservare tutto e tutti.

Quando partirà la campagna di Crowdfunding per il 2º volume?

La campagna partirà il 13 marzo 2024 alle 17.30. Da quel momento, sul sito della casa editrice Bookabook, sarà possibile preordinare “La zona in nero – Episodio Due”. Per le prime 48
ore sarà attivo uno sconto del 10% sul prezzo di copertina.

Che assolutamente non mi perderò, e vi terrò aggiornati sull’inizio della campagna così non vi perdete anche il Volume 2 di questa bella avventura!

Ringrazio Christian Canzi per avermi concesso il piacere di questa intervista, per avermi fatto scoprire il suo libro. Vi consiglio di leggerlo per intraprendere questa caccia al Serial Killer. Ringrazio inoltre Bookabook per avermi omaggiato del libro.


Potete trovarlo nei suoi social:

Pubblicato da Viky

Amo il cibo, i libri, gli animali e la maternità

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